L’eccellenza in protesi removibile e
in protesi fissa

Chi è e cosa deve saper fare un odontoiatra (dentista) protesista?

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Premettiamo che l’arte della protesi è l’arte dentaria per eccellenza, poiché prevede un sapere molto vasto e approfondito su diverse branche dell’odontoiatria, una capacità manuale molto elevata, una relazione importante e sana con il paziente per realizzare una protesi che sia funzionale ed estetica.

 

Quindi:

  • Valuta la vostra occlusione (come si rapporta la parte superiore dei denti con quella inferiore), lo stato dell’articolazione temporo mandibolare (come aprite e chiudete la bocca), la dimensione verticale occlusale (avete osso e gengiva sopra e sotto?) , la deglutizione e il bruxismo (digrignate i denti di notte?), lo stato del  parodonto (osso e gengiva di sostegno ai denti), la tinta dei  denti, la loro forma, la funzionalità, l’estetica, la  resistenza al carico masticatorio (ne parliamo dopo) che deve avere la protesi secondo il vostro stile di vita: mangiate una bistecca fiorentina ogni sera? Stracciate il pane con i denti davanti?
  • Programma gli incontri da 30/45 minuti (presa di impronte, realizzazione del provvisorio ed eventuale monconizzazione e posizionamento del provvisorio, presa di impronte di precisione, prova metallo, prova biscotto – quando necessaria-, prova masticatoria). Prove estetiche.
  • Realizzazione della protesi definitiva, cementazione provvisoria, poi definitiva e controllo.
  • Se necessario eseguiamo uno studio del caso completo prima di realizzare il progetto protesico.
  • Utilizza molti materiali in clinica
  • Cede la sua conoscenza immateriale (studi e formazione continua) e la sua capacità manuale di lavorare sul manufatto, dalle impronte a tutti i vari passaggi e sceglie il materiale più idoneo per la vostra protesi insieme a voi, dalla resina, alla zirconia. Tutte le possibilità vi vengono prospettate.

    Organizza la realizzazione del manufatto con il laboratorio odontotecnico e valuta per tutti i passaggi la biocompatibilità, la congruità, l’eccellenza e al termine la previsione di massima durata.

  • Firma le certificazioni di conformità che vi vengono consegnate che costituiscono garanzia di 5 anni.
  • Si assume la responsabilità di quanto realizzato in termini biologici.
  • Organizza i vostri richiami di controllo e la vostra formazione ed educazione all’ igiene con il supporto dell’igienista.

Quali sono le conseguenze sulla salute generale quando mancano anche solo uno o più denti? Perché mettere una protesi?

Per evitare:

Perdita di osso e stabilità dei denti

Dolori facciali e all’articolazione
temporo mandibolare

Modificazioni della struttura del viso

Difficoltà di pronuncia

Disturbi alla funzione masticatoria e digestiva

Cefalee e dolori posturali

Spostamento dei denti adiacenti l’elemento mancante

Estrusione dei denti antagonisti

Danni all’igiene dentale

Danni dovuti alla mancanza anche di un solo dente

Siamo specializzati in riabilitazioni anche complesse, in mancanza d’osso per esempio, trattate con protesi con o senza impianti (protesi removibili, miste, fisse). Trattiamo la mancanza di un dente singolo, di più denti o di tutti i denti in arcata. Sezioni a parte per l’ansiolisi (sedazione cosciente), per le terapie rigenerative autologhe e per la perimplantite (perdita dell’impianto per non osteointegrazione).

Esempio di riassorbimento osseo

La perdita dei denti, poi, minando sensibilmente la funzione masticatoria, crea diversi problemi al nostro organismo anche in fase di digestione, perché il cibo non correttamente masticato che arriva nello stomaco rischia di sovraccaricarlo e non gli consente di svolgere al meglio le sue funzioni.
C’è poi da sottolineare lo strettissimo legame esistente tra malocclusioni dentali e mal di testa: non di rado, infatti, le arcate incomplete non permettono un’uniforme distribuzione delle tensioni, fatto che compromette inevitabilmente lo stato delle articolazioni.
Ad essere colpita in modo particolare dalle gravi conseguenze che si verificano a causa delle malocclusioni è l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), che è l’articolazione che svolge la funzione di unire il cranio alla mandibola.
Il legame intercorrente tra muscoli, denti, mascelle e sistema nervoso è dunque molto più stretto di ciò che si potrebbe sospettare, e perciò, anche per quel che riguarda il problema di mal di testa persistenti, è molto utile l’intervento del dentista, che dovrà tempestivamente procedere alla sostituzione dei denti mancanti.
La nostra clinica offre soluzioni efficaci e definitive alla mancanza di denti che aiutano a risolvere i problemi di salute ad esso legati. 

Quali protesi progettiamo?

Mancanza di un dente: ponte tradizionale o su impianto. La scelta.

Il vantaggio di un ponte su impianto è che i denti circostanti sani rimangono intatti. Ciò contribuisce a migliorarne la prognosi a lungo termine e conservare l’osso mascellare. Inoltre l’impianto funge da supporto per la corona implantare, trasmettendo le forze di masticazione alla mascella e contrastando il riassorbimento osseo.

Ponte tradizionale

Ponte su impianto

Vantaggi:

L’impianto diventa parte integrante dell’organismo. Le protesi dentarie, anche le migliori, sono sempre un corpo estraneo che richiede molte cure. Un impianto dentale invece è una radice artificiale, che guarendo si fonde con l’organismo del paziente, comportandosi come una radice naturale.

Non solo, ma funzionalità e aspetto visivo vanno di pari passo: un restauro implantare assomiglia in tutto e per tutto a un dente naturale, non ci sono differenze visibili e non necessita di cure specifiche.

Gli impianti trasmettono le forze di masticazione all’osso mascellare, cosa che non avviene se mancano i denti o se è stata inserita una protesi tradizionale. In assenza di queste forze, l’osso può gradualmente ritirarsi, modificando cosi nel tempo i tratti del viso.

Dal momento che ogni procedura chirurgica comporta rischi potenziali, il paziente deve sempre consultare un odontoiatra professionista implantologo per valutare se la terapia implantare può essere impiegata nel suo caso specifico valutando gli esami diagnostici previsti per gli interventi di implantologia.

Un esempio: la Corona in Zirconia, la nostra preferita per voi! Perché?

(allo stesso prezzo della corona in metallo ceramica)

Vantaggi:

  • L’ossido di zirconio è molto leggero ma estremamente resistente. Le corone in zirconio sono resistenti il 50% in più di corone in ceramica senza metallo, paragonabili alla durezza dell’acciaio e alla biocompatibilità del titanio.
  • La Zirconia ha il colore bianco e superficie particolarmente liscia, queste caratteristiche favoriscono un’ottima estetica.
  • Le corone in zirconio limitano l’adesione della placca batterica, non causano nessun tipo di allergia.
  • L’ossido di zirconio non è trasparente alla luce, a differenza della ceramica pura, pertanto è adatto a ricoprire i denti che sono diventati grigi e conferisce alle protesi dentali un aspetto più luminoso e naturale che comporta una perfetta integrazione nel sorriso dei pazienti.
  • La corona in zirconio possiede anche una bassa conducibilità termica, perchè senza parti metalliche. Permette quindi di mangiare cibi caldi e freddi senza provare sensazioni spiacevoli causate dalla temperatura. Oltre a tutto questo è estremamente estetica perché anche in caso di recessione gengivale non si vede il filo metallico dell’interno corona, che fa assumere un aspetto veramente poco gradevole.

Il futuro dell’odontoiatria estetica non può essere immaginato senza l’utilizzo delle corone in zirconio, ecco perciò che in tante cliniche dentali moderne come la nostra si usa già questa tecnica,
e la popolarità dello zirconio crescerà nel tempo.

Ovviamente abbiamo una vasta gamma di ottime corone che a seconda delle vostre necessità funzionali ed estetiche, e alla vostra disponibilità economica, possono rispondere ad ogni esigenza.

Tutte con certificato di garanzia di 5 anni.

Mancanza di più denti

La protesi removibile parziale o ponte su impianti: la scelta

Se due o più denti sono mancanti, i denti restanti possono assumere posizioni errate e può verificarsi una perdita ossea a livello mascellare. Dal punto di vista sia funzionale che fisiologico, è necessario colmare queste lacune il prima possibile. Con una protesi dentale removibile o con un ponte su impianti.

Con una protesi dentale removibile

Quando l’edentulia non è totale, ma parziale, progettiamo delle protesi dentali parziali removibili. In questo caso potete vedere uno scheletrato e una protesi dentale parziale a ritenzione osteo mucosa.

Le protesi scheletrate sono costituite da una parte metallica, da una parte in resina e da denti preformati o individualizzati in resina, in composito o in ceramica. L’ancoraggio della protesi è costituito dai denti residui (valutandone la perfetta salute), mentre il supporto è fornito dai denti e dalla cresta alveolare edentula (senza denti).

Come tutti i dispositivi protesici l’obiettivo della protesi dentale rimovibile parziale non si può limitare alla mera sostituzione delle strutture mancanti, ma ha l’obbligo di favorire la preservazione e la salute di tutti gli elementi del sistema masticatorio, dai denti residui alle creste edentule, dalle articolazioni ai muscoli masticatori. A tal fine è necessario che la diagnosi, lo studio del caso, la progettazione e l’esecuzione del manufatto siano effettuati alla luce di conoscenze cliniche ed odontotecniche specifiche e con la massima cura.

Lo scheletrato con ganci normali o ganci estetici.

Consiglio per i portatori di scheletrati: non forzare l’inserzione o la rimozione della protesi, spingerla sempre fino in fondo con le dita e non con la chiusura dei denti.
Le protesi dentali parziali removibili flessibili, una soluzione diversa per le vostri protesi rimovibili provvisorie:

Resistente all’umidità, alle macchie, metal-free, biocompatibile, flessibile, è praticamente indistruttibile.

Materiale in resina termoplastica, chiara, ipoallergenica. Si fonde con i colori intorno al dente e alla gengiva, quindi non è necessario prendere una tonalità.

Una protesi parziale transitoria nasce per servire come protesi temporanea alla quale saranno inseriti come denti naturali, i denti persi. Alla fine sarà sostituito dopo che si sono verificati i cambiamenti desiderati nel tessuto post-estrattivo.

Indicazioni:

  • Sostituzione di dentatura mancante
  • Sostituzione durante l’integrazione dell’impianto. E’ un ponte tra una situazione temporanea ed una a lungo termine.
  • E’ un‘opzione di trattamento, quando vi sono pochi denti naturali rimanenti o sono mobili
  • E’ anche parziale
  • 
E’ anche parziale unilaterale
  • Può essere una protesi parziali ibrida
  • 
E’ comunque una protesi rimovibile, non fissa
  • Ha la capacità di stabilire la dimensione verticale desiderata per successive protesizzazioni o implantologia
  • E’ confortevole da indossare in bocca
  • La protesi è flessibile e grazie alla sua estrema leggerezza non causa riassorbimento osseo, aderisce alla mucosa ed è comodo da indossare.
  • Sono materiali che si possono ritoccare, rifinire, e lucidare come la resina tradizionale.

Oppure si può colmare le lacune in modo permanente con una una soluzione implantare di qualità.
Il vantaggio di un ponte su impianto è che i denti circostanti sani rimangono intatti. Ciò contribuisce a migliorarne la prognosi a lungo termine e conservare l’osso mascellare. Inoltre l’impianto funge da supporto per la corona implantare, trasmettendo le forze di masticazione alla mascella e contrastando il riassorbimento osseo.

Prima e dopo il trattamento-implantare in mancanza di tre elementi dentali ponte su due impianti

L’edentulismo totale

La protesi rimovibile a sostegno osteo mucoso completo

La protesi removibile può essere stabilizzata da Locator su denti naturali o su impianti con o senza barra stabilizzatrice (dipende da diversi fattori tra cui il tipo di cresta gengivale…)

Con barra di sostegno al titanio

Con aggancio maschio-femmina su Locator

L’edentulismo, cioè la mancanza totale o parziale dei denti, comporta conseguenze che non hanno a che vedere soltanto con il lato estetico della nostra persona, dato che può ripercuotersi in maniera più o meno grave anche sulla nostra salute.
Il paziente edentulo a cui mancano uno o più elementi dentali (anche tutti in un arcata) deve informarsi bene con un approccio spesso multidisciplinare di più medici specialisti sul suo caso specifico.

Riabilitazioni complesse per edentulia parziale o totale vanno esaminate con un approccio globale che parte dalla salute del paziente, dalle cause che hanno generato la perdita dei denti, per procedere poi con piani di cura globali che tengano tutto in considerazione per un risultato predicibile e duraturo.

Le specialità odontoiatriche indispensabili sono la parodontologia, l’igiene e la prevenzione, la gnatologia e ortodonzia pre protesica, la chirurgia orale, la protesica, l’implantologia, l’estetica dentale.

Nella nostra clinica dentale di Torino tutti gli odontoiatri specialisti lavorano anche in staff quando necessario, in riabilitazioni orali complesse, per offrire una prestazione odontoiatrica di sicuro successo.

LA PROTESI FISSA A CARICO IMMEDIATO

Per protesi fisse si intendono anche le protesi circolari avvitate su impianti chiamate Toronto Bridge, progettate dapprima con un dispositivo provvisorio e poi definitivo, con una barra interna in titanio in unica fusione, affinchè la protesi risulti assolutamente passiva una volta avvitata agli impianti, evitando movimenti in bocca che possono portare la protesi anche a rompersi.

La protesi infatti non deve avere nessun movimento alla masticazione di torsione, per non esprimere alcuna forza sugli impianti osteointegrati, nessun precontatto, essere assolutamente funzionale ed esteticamente perfetta.

Le protesi su impianti si chiamano Toronto Bridge. La protesi definitiva che si avvita agli impianti dopo 2/3 mesi dopo che si avvitata la protesi provvisoria ha all’interno una barra in titanio. (vedi la sezione IMPLANTOLOGIA)

Protesi fisse avvitate su impianti

Barra interna in titanio nella seconda protesi, ossia nella protesi definitiva che si applica agli impianti dopo 3/4 mesi dall’intervento ad osteointegrazione degli impianti perfettamente ottenuta.

Protesi con Flangia Gengivale

È consigliata quando il paziente presenta un riassorbimento osseo importante.

La gengiva finta aiuta infatti a riequilibrare i rapporti tra denti e gengiva: per un paziente che ha estratto tutti denti di un’arcata, oltre a perdere l’osso, perde anche il tessuto gengivale quindi non mettere la gengiva in ceramica o resina porterebbe inevitabilmente ad avere denti troppo lunghi e quindi antiestetici.

In questi casi la protesi con gengiva non è obbligatoria, ma è a discrezione del paziente per migliorare l’estetica dietro consiglio dell’implantologo protesista.

Protesi Senza Flangia Gengivale

È consigliata in presenza di un sorriso gengivale, quindi quando un paziente scopre molto la gengiva sorridendo oppure quando non vi è riassorbimento osseo e il paziente non gradisce avere la gengiva finta.

E’ da considerare però che porta ad avere denti leggermente più lunghi.
Inoltre, essendoci più spazi fra protesi e gengiva si possono fermare più spesso residui alimentari, che una buona igiene orale con utilizzo di superfloss e idropulsore può eliminare.

Il dentista implantologo protesista vi consiglierà per il meglio.
Ogni paziente viene inserito in un programma di controlli regolari gratuiti e di igiene per mantenere la vostra protesi nel tempo nel miglior stato possibile, il più a lungo possibile.

Perdita di osso e di stabilità dei denti

I cambiamenti che interessano la giuntura mascellare potrebbero dare luogo all’insorgenza di dolori ai muscoli facciali, che per giunta sono soggetti ad aggravarsi con il passare del tempo, ma non escludiamo l’importante e pericolosa perdita di massa ossea, che potrebbe drasticamente diminuire le probabilità di restaurazione.

L’aumento di osso con terapie autologhe PRGF (il vostro stesso sangue con staminali e fattore di crescita)è estremamente efficace unito al miglior osso biocompatibile sul mercato con patentino e lotto di produzione.
Tra le conseguenze della mancanza dei denti sono da annoverare anche la modificazione della struttura del viso e le difficoltà di pronuncia, che potrebbero far diminuire le probabilità di interazione con le altre persone nel contesto sociale.

Il carico masticatorio: cosa è, ne avete mai sentito parlare? E’ importantissimo.

I componenti verticali dei carichi masticatori nell’adulto sono:

Incisivi

20-22 chilogrammi al centimetro quadrato

Premolari

45 chilogrammi al centimetro quadrato

Molari

75-89 chilogrammi al centimetro quadrato

Latero posteriori

240 chilogrammi al centimetro quadrato

Deglutizione

5-7/9-12 chilogrammi al centimetro quadrato

Sembrerà inverosimile ai più, ma le sollecitazioni meccaniche cui sottoponiamo il nostro apparato masticatorio possono essere davvero notevoli: la frequenza delle battute masticatorie è di 60/80 morsi al minuto con un carico di 80 kg al centimetro quadrato sui molari…fate i conti!

Durante la deglutizione i piani occlusali sono forzati uno sull’altro da un notevole complesso di forze muscolari. In 24h di ciclo veglia-sonno si eseguono 2.000 deglutizioni circa in un tempo complessivo di circa 15 minuti di sovraocclusione dentale.

Steppard I. M., Marcus N. Total time of tooth contact durng mastication. J. Prostet. Dent.3:46-463, 1962

L’azione di spinta laterale della lingua all’atto della deglutizione
Graf H.: Occlusal forces during function in occlusion. Research on form and function. Ann. Arbor. University of Michigan, 90, 1975.
In ambito odontoiatrico prosegue la valutazione di protesi dentali che possano resistere in maniera più efficace all’ambiente orale ed all’usura funzionale e para funzionale, creando materiali che imitino le proprietà riscontrate realmente nel dente stesso e migliorando la capacità di prodotti per la profilassi, quali vernici fluorite o paste dentifrice, che aiutino o accelerino il potenziale autoriparativo dello smalto, rafforzando l’intrinseca capacità difensiva dell’apparato masticatorio all’usura ed alla frattura.

Cosa succede quando i contatti statici e dinamici sono alterati o in difettoso rapporto con l’ATM? (articolazione temporo mandibolare)

Masticazione e deglutizione si realizzano in una condizione biomeccanica di squilibrio che provoca molteplici manifestazioni patologiche indicate con il termine di Trauma Occlusale.

Stillman P.R. TraumaticOcclusion. Nat Dent. Ass. T.6:691-700, anno 1909

Lo studio del caso protesico

Perchè si effettua e in che cosa consiste?

L’odontoiatria moderna lo pretende, il paziente lo merita!

Ogni caso protesico è un mondo a sé stante: per poter essere studiato e risolto nel migliore dei modi vengono infatti messe in campo competenze riservate alle branche odontoiatriche dell’endodonzia, dell’ortodonzia, della protesica, della chirurgia, della parodontologia, dell’odontotecnica per tramite del responsabile dello studio odontotecnico esterno, senza dimenticare di citare l’importanza che, prima, durante e dopo le cure hanno gli igienisti, nonché il lavoro di segreteria per quanto concerne l’organizzazione degli appuntamenti.

Ogni terapia inizia con lo studio del caso protesico, e si avvale di:

 

  • Supporti radiografici (Rx endorali, Panoramica e Dentascan3D, nei casi complessi)
  • Reperti fotografici attuali e passati del paziente
  • Utilizzo di EASYSHADE (che consente di determinare il colore dei denti rapidamente senza possibilità di errore)
  • Rilevazione di modelli di studio (riproduzioni in gesso delle arcate dentarie messe in articolazione tra loro come nella realtà)
  • Attenta valutazione parodontale
  • Anamnesi generale del paziente e se occorre anche analisi diagnostiche specifiche e personalizzate
Strumenti che permettono al protesista, ed eventualmente ad altri dentisti specialisti che collaborano in staff, di decidere i tempi e i modi di ogni singolo passaggio operativo, valutando ogni risvolto o aspetto terapeutico in profondità allo scopo di ponderare le scelte e le linee guida da applicare, senza tralasciare la più piccola indicazione o controindicazione.
I pazienti che si rivolgono alla nostra clinica avvertono ciò già in prima visita dentale: vengono resi completamente edotti sulla tipologia di cure che possono essere con scienza e coscienza proposte. Supportati inoltre da immagini mostrate a video delle soluzioni adottate nei casi simili già risolti, possono fornire il loro consenso informato alle cure in piena e consapevole serenità.

L’igiene delle protesi

Abbiamo un apparecchio di pulizia ad alte prestazioni che funziona con aghi magnetici e di dimensioni compatte per protesi, apparecchi ortodontici e bite. Protesi davvero pulite premendo un pulsante: 10/15 minuti.
Tutto il meglio, sempre, per voi!

Una protesi bellissima e funzionale per tanti anni

Massima igiene orale e benessere per la protesi e per la bocca dei pazienti

Il processo di pulizia è completamente automatizzato e delicatissimo, anche contro la nicotina

Abbiamo una protesi pulita per la preparazione di lavori di riparazione, di estensione e di ribasamento, ossia la manutenzione ordinaria perché duri molto a lungo in perfette condizioni

Individuazione precoce di eventuali danni mediante una regolare pulizia profilattica

Sicurezza operativa grazie alla lavorazione di qualità

Quel che conta sono gli aghi. Un campo magnetico rotante mette in movimento gli aghi che asportano i depositi dalla superficie con una delicata azione meccanica. Con la rotazione, gli aghi riscaldano il bagno detergente a circa 45°C accelerando la reazione chimica. Gli aghi sono fabbricati in una lega resistente agli acidi. Sono tagliati con precisione ad angolo retto e sono studiati per garantire massima efficacia e lunga durata. Il risultato ottenuto è un incremento dell’efficacia e contemporaneamente la protezione della superficie dell’oggetto.

Dopo la pulizia

L’allentarsi dei denti per la mancanza di un elemento, può portare ad una alterazione dei punti di contatto fra i denti, un accumulo di placca e residui di cibo e quindi poi, oltre a quanto descritto, si può sviluppare anche la carie. Poi bisogna vedere quante e quali delle conseguenze descritte possono accadere e c’è anche il fattore tempo ed il fattore intensità dei problemi. Quindi vediamo da questa descrizione che anche la perdita di un solo dente può comportare diverse conseguenze e, quindi, questo dente perso va rimpiazzato al più presto.

Ovviamente il piano di cure se necessario viene integrato secondo il caso da cure pre protesiche quali la parodontologia e l’igiene, l’analisi gnatologica dell’occlusione, la chirurgia orale pre implantare per rialzi di seno o mancanza di osso, le tecniche di ansiolisi quali la sedazione cosciente, secondo un accurato studio del caso (Rx endorali, Panoramica e Dentascan3D, nei casi complessi, fotografie attuali e passate del paziente, EASYSHADE che consente di determinare il colore dei denti rapidamente senza possibilità di errore, modelli di studio – riproduzioni in gesso delle arcate dentarie messe in articolazione tra loro come nella realtà-, una attenta valutazione parodontale, l’anamnesi generale del paziente e se occorre anche analisi diagnostiche specifiche e personalizzate).

Nella nostra clinica non manca a nessun paziente il sostegno morale.
Tecniche di rilassamento per la gestione dell’ansia e della paura del dentista, sostegno, ansiolisi con protossido di azoto inalatoria o sedazione cosciente via endovenosa. Abbiamo una sezione a parte che potete consultare.

Quindi il significato di “riabilitazione” è ben chiaro ora, come è certo che i benefici di avere la bocca in perfetto ordine sono molteplici, evitando un degrado complessivo della bocca, delle gengive, delle strutture neuromuscolari annesse, fino ai distretti corporei più lontani, come descritto, nella postura e nella stabilità.

L’articolatore: per avere protesi superiori e inferiori congrue

Che ruolo ha uno strumento come l’articolatore nella pratica odontotecnica?

Voi sapeste quanti pazienti arrivano con protesi superiore e protesi inferiore o dentatura inferiore o viceversa che non parlano la stessa lingua. Soffrono.

L’articolatore è lo strumento attraverso il quale si studiano tutte le procedure riabilitative: questa immagine presenta certamente dei limiti nella riproduzione delle funzioni masticatorie, ma permette di eseguire le riabilitazioni occlusali in maniera organica e funzionale.

E’ per capire il concetto.

Il primo scopo di un articolatore è quello di correlare il modello inferiore al modello superiore nella posizione di riferimento: ciò non vuol dire che l’occlusione sia limitata a questa posizione, ma questo rapporto statico deve essere stabilito prima di passare a determinare funzioni dinamiche la cui accuratezza dipende sempre da un corretto punto di partenza.

Ogni articolatore che accetti il montaggio dell’arco facciale ci aiuterà a soddisfare un altro importante requisito della pianificazione del trattamento, quello del piano occlusale ideale, con particolare riguardo al piano incisale dei denti anteriori e con i risvolti facilmente immaginabili che ne possono derivare negli aspetti della gestione estetica del caso.

Un altro scopo dell’articolatore è quello di poter riprodurre, dopo averla determinata in cavo orale, la guida anteriore che è di gran lunga la determinante dinamica dominante. Il tragitto di protrusiva e le escursioni medio e latero-trusive vengono nella maggior parte dei casi attraverso i modelli della guida anteriore corretta, registrati in un materiale resinoso su un piatto piano anteriore. Insieme ai percorsi anteriori i percorsi condilari, dopo la loro determinazione sul paziente, una volta trasferiti sulla parte posteriore dell’articolatore, se correttamente riprodotti, forniranno traiettorie limite ai tragitti dentali.

E poi naturalmente l’estetica.

Non avete ancora le idee chiare? E’ normale, scrivere questi concetti non è facile. Ma non importa perché ve lo spiegherà il medico nel dettaglio con la vostra panoramica davanti. Quando tutto sarà chiaro, potete apprezzare tutto il percorso a voi dedicato e avere fiducia.

Passione, studio e applicazione di uno staff medico d’eccellenza per cure e risultati affidabili, predicibili e garantiti, per questa arte odontoiatrica= FIDUCIA

Sostegno morale – ascolto

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Direttore sanitario Dott. marco Zucca, aut. n° 104/16 del 01/09/2010