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La protesi dentale removibile, removibile stabilizzata o fissa

Osso in diminuzione

Osso in diminuzione

 

Radiovisiografia che evidenzia la perdita di osso che precede l'edentulia (assenza di denti causa perdita degli stessi)

Radiovisiografia che evidenzia la perdita di osso che precede l’edentulia (assenza di denti causa perdita degli stessi)

 

 

L’odontoiatria dispone di mezzi per intervenire positivamente sul processo di riassorbimento osseo, realizzando manufatti che si mantengono stabili durante la loro funzionalità, distribuendo i carichi occlusali (masticatori) sulla più ampia superfice possibile.

Inoltre in un’epoca in cui viene enfatizzata, giustamente, la necessità di una visione “olistica ” (completa) del paziente, quindi come “persona, più che come bocca che cammina”, la protesi totale è la protesi che richiede l’attenzione maggiore a tutte le problematiche del paziente.

 

Ovviamente abbiamo un collasso delle zone zigomatiche, labiali, mandibolari, con un evidente invecchiamento precoce a livello estetico e limitate funzioni masticatorie.riassorbimento osseo

 

 

 

L’impatto psicologico è importante e richiede sostegno, attenzione e pazienza da parte degli operatori sanitari.

Il paziente che ha perso tutti i denti o a cui sono stati estratti perchè malati, e che desidera una riabilitazione con protesi totale si reca dall’odontoiatra cercando un aiuto per superare il trauma psico-fisico e per superare i problemi funzionali e sociali, relativi ad essere portatore di protesi.

La perdita dei denti si verifica di più in età avanzata, anche se non è una conseguenza diretta dell’invecchiamento.

Proprio per questo l’assistenza odontoiatrica concentra i suoi sforzi non solo sulle disfunzione biologiche, ma anche sull’impatto psicologico e sociale dei disordini cronici, quali per esempio la perdita dell’autostima, la comunicazione insufficiente, passando attraverso importanti cambiamenti nel comportamento e nella gestione dei rapporti sociali.

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Le possibilità riabilitative

 

La riabilitazione delle funzioni orali permette al paziente di parlare, masticare, sorridere e sentirsi sicuro della propria estetica e quindi migliorare, anche di molto, il suo benessere nelle relazioni sociali. La questione della relazione paziente – odontoiatra è molto importante e complessa. Una della barriere da superare è quella tra l’aspettativa del paziente e le reali potenzialità e i limiti della riabilitazione.

Una buona comunicazione è molto efficace: si verifica quando tra odontoiatra e paziente esiste un onesto ed esplicito scambio di informazioni.

La nostra filosofia è innanzitutto di ascoltare, il nostro desiderio è di offrire al paziente funzionalità orale, il che significa offrire una protesi stabile, capace di permettere funzionalità ed efficacia durante la masticazione, la fonetica e la deglutizione e l’estetica ovviamente.

riabilitazione oraleAbbiamo diverse soluzioni possibili da valutare caso per caso: la protesi removibile, la protesi removibile stabilizzata su denti naturali o su impianti, la protesi fissa su impianti.

Ci proponiamo anche di ottenere buoni risultati estetici, e per raggiungere questo fine proponiamo al paziente di far assistere alle prove un accompagnatore che possa dare dei validi consigli pratici.

 

Una protesi totale deve significare per il paziente:

  • soddisfazione
  • funzionalità masticatoria
  • autostima
  • migliore immagine ed estetica
  • migliore qualità della vita e nei rapporti sociali

 

Le protesi totali si realizzano quando non vi sono più i denti, hanno una base protesica in resina mentre i denti artificiali possono essere in resina o ceramica. Come per le protesi scheletrate il disegno e la realizzazione della base di appoggio sono fondamentali per preservare le strutture di sostegno dal riassorbimento accelerato e da lesioni traumatiche.

La mucosa orale infatti non è strutturata per sopportare il carico masticatorio, al contrario dei denti, ne consegue che per distribuire uniformemente la pressione evitando aree di concentrazione di stress è necessario che l’estensione delle basi protesiche sia la più ampia possibile, nei limiti del confort del paziente; anche che i rapporti tra i denti artificiali superiori ed inferiori, l’occlusione, andranno studiati in modo da favorire una masticazione efficiente, una corretta dissipazione dei carichi e la stabilità protesica.

Per realizzare una protesi precisa ed efficiente, oltre che esteticamente soddisfacente, sono necessarie spesso molte sedute e diverse registrazioni; bisogna inoltre considerare che se il paziente ha da poco effettuato delle estrazioni o indossava una protesi non congrua che ha provocato danni ai tessuti di supporto è fondamentale attendere la guarigione completa delle mucose (detta “condizionamento dei tessuti”), che verrà favorita da una protesi provvisoria che avrà a contatto delle mucose uno strato di materiale resiliente.

La protesi provvisoria ha il compito anche di confermare che la dimensione verticale (l’altezza) e l’occlusione delle protesi siano corretti, e che lo siano i parametri estetici.

Anche se correttamente eseguita una protesi totale avrà bisogno di essere periodicamente modificata, con intervalli temporali che cambiano molto tra un paziente ed un altro, per compensare i cambiamenti fisiologici delle basi ossee e della mucosa di rivestimento, in tal caso si cambia solo lo strato di resina a contatto con le basi di appoggio (“ribasatura”).

Sebbene le protesi totali non possano offrire la stessa stabilità di una protesi fissa possono comunque assicurare una funzione soddisfacente ed un ottimo risultato estetico, se eseguite con precisione e competenza.

I pazienti neo-portatori di protesi mobili sono avvisati che per arrivare alla piena funzionalità occorreranno alcune settimane e che potrebbe verificarsi qualche piccola ulcera (decubito); ricevono inoltre alcuni consigli in merito al primo periodo di abitudine ed al successivo periodo di mantenimento.

Se nonostante l’applicazione rigorosa di procedure e tecniche il paziente, per problemi di tipo anatomico o di tipo funzionale, non riesce ad ottenere una funzione soddisfacente (evento non frequente, ma possibile in particolare con le protesi inferiori) si potrà ricorrere, qualora le condizioni locali e generali lo consentano, all’inserimento di un numero minimo di impianti, che la letteratura internazionale ha definito essere 4 per l’arcata superiore e 2 per quella inferiore, sufficienti a fornire stabilità alla protesi durante la sua funzione.

Tale valutazione potrà essere facilmente eseguita nello studio preliminare delle basi di appoggio o durante il periodo di applicazione della protesi provvisoria.

Una protesi totale che trovi ancoraggio su impianti o su radici di denti opportunamente trattate prenderà il nome di “overdenture”, e dovrà essere costruita con gli stessi criteri di estensione e supporto di una protesi convenzionale.

Oppure infine possiamo valutare anche la protesi fissa avvitata su impianti, la soluzione migliore per stabilità, funzionalità, gestione nel tempo.

Protesi removibile
Protesi fissa avvitata su impianti

Risultato prima e dopo di protesi fissa avvitata su impianti

Protesi fissa avvitata su impianti, prima e dopo.

 

In caso di edentulia (assenza di denti) e richiesta di applicazione di una protesi totale, il vostro dentista deve condurre una scrupolosa valutazione anamnestica del vostro stato di salute orale e generale:

  1. Il primo dato da considerare riguarda tutte quellepatologie frequentemente rilevate nel paziente anziano e che, in qualche modo, potranno influire in maniera negativa sul trattamento o sul mantenimento dei risultati ottenuti, tra queste citiamo: patologie neurologiche quali Parkinsonismo, malattia di Alzheimer, forme di paresi ed altre neuropatie di vario grado, patologie metaboliche come il diabete o l’osteoporosi;
  2. Dal punto di vista più strettamente stomatologico vanno valutate: le cause dell’edentulismo ovvero quali sono i motivi della totale assenza di denti, la presenza di macroglossia (aumento delle dimensioni della lingua) e varie forme e gradi di iposcialia (bocca asciutta);
  3. Va considerato anche l’aspetto dei tessuti extraorali ed intraorali, allo scopo di verificarne la consistenza e la salute: labbra rientranti, falso spostamento anteriore del mento, riduzione dello spessore delle labbra, aumento delle rughe;
  4. È necessario anche evidenziare il tono dei muscoli del volto e il suo grado di asimmetria, magari tramite l’utilizzo di supporti audiovisivi oltre alla comune documentazione fotografica (molto utile anche partire dallo studio di foto del paziente a diverse età);
  5. Dal punto di vista dell’anamnesi patologica, va dedicata particolare attenzionealla regione della commissura labiale (angoli delle labbra) e alla ricerca di forme di discheratosi (screpolature) e cheiliti angolari (tagli agli angoli della bocca).
  6. Un altro dato che è fondamentale conoscere e interpretare correttamente riguarda i tempi con i quali il paziente è giunto alla condizione di edentulismo e il periodo trascorso fino alla richiesta di trattamento protesico (ci si riferisce qui al paziente che non abbia concordato la bonifica e la protesizzazione nell’ambito di un unico piano di cure);
  7. Caso diverso, meritevole forse anche di maggiore attenzione, è quello del paziente che esige il rifacimento di una protesi totale precedentemente realizzata: è importante intendere se il paziente ne sia in qualche modo insoddisfatto e perché. Questa ricerca deve escludere la valutazione sull’effettiva congruità del manufatto che attiene esclusivamente al professionista, e che si basa sull’osservazione di valori di riferimento (ad esempio la dimensione verticale globale) e sull’effettuazione di prove funzionali e fonetiche. È utile ricordare quindi quali possano essere i limiti del trattamento protesico, dato che l’insoddisfazione è spesso un elemento soggettivo e fortemente legato alle aspettative pregresse.

 

Panoramica di arcate edentule in assenza di cresta gengivale

Panoramica di arcate edentule in assenza di cresta gengivale

 

Foto iniziali del paziente relativo la panoramica, un caso davvero complesso.

Foto iniziali del paziente relativo la panoramica, un caso davvero complesso.

Passione, studio e applicazione di uno staff medico d’eccellenza per cure e risultati affidabili, predicibili e garantiti, per questa arte odontoiatrica

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