Le variazioni che avvengono in bocca dopo l’estrazione di un solo elemento dentale:

L’estrazione di un dente sembra una operazione semplice e di fatto lo è, ma è irreversibile: un dente non ricresce. Succede quindi che gli elementi dentali laterali o superiori al dente mancante si mesializzano (si piegano) o estrudono (escono) dalla loro sede sino ad essere essi stessi motivo di estrazione.

La nostra bocca è stata pensata per funzionare con denti antagonisti (uno sopra e il compagno sotto), ciò significa che in mancanza di uno di essi tutta la masticazione e la posizione dei denti è compromessa. La corretta prevenzione impedisce di arrivare nella stragrande maggioranza dei casi a questo risultato.

Estrazione dentale

In quali casi si sceglie di effettuare l’estrazione di un dente

I motivi sono molteplici, principalmente:

– per traumi/incidenti

– a seguito di infezioni estese all’apice del dente (punta della radice), normalmente causata da una carie non intercettata e auto curato con più cicli di antibiotico che alleviano i sintomi ma non la causa;

– a causa della frattura della/e radici per devitalizzazione e successiva incongrua protesizzazione che non sopporta il carico masticatorio;

– in caso di parodontite a causa della quale il dente, inserito nell’osso per il 30% o meno, acquisisce un grado di mobilità tale da non poter essere salvato;

Estrarre un dente è un atto medico anti conservativo che causa al paziente un danno biologico irreversibile (i denti non ricrescono negli adulti) quindi deve essere motivato e il paziente deve esserne pienamente cosciente.

Che cosa succede dopo l’estrazione del dente?

Nei mesi successivi all’estrazione del dente, l’osso e la gengiva circostanti tendono a ritirarsi fino al 40% nell’arco di 6 mesi.

Gli effetti:

1. PEGGIORAMENTO ESTETICO: oltre alla diminuzione del volume osseo, si verifica anche un assottigliamento della gengiva che risulterà esteticamente meno gradevole;
2. PROBLEMI DI IGIENE: quando c’è un ponte, gli spazi rimanenti possono rendere la pulizia più difficile o addirittura impossibile causando infiltrazioni di batteri causa di carie e problemi gengivali;
3. DIFFICOLTA’ DI PRONUNCIA: i cambiamenti nel cavo orale, modificando la forma della bocca e la modalità di appoggio della lingua, alterano la pronuncia;
4. TRATTAMENTI SUCCESSIVI COSTOSI E COMPLICATI: la perdita ossea deve essere compensata in un secondo momento con un laborioso incremento dell’osso e della gengiva.’

I problemi descritti si possono evitare o limitare adottando misure rigenerative corrette: nella nostra clinica trovate il miglior tipo di terapia rigenerativa, autologa, come il PRGF (plasma ricco in fattori di crescita).

Conservare il volume dell’osso e della gengiva offre anche le seguenti possibilità:
– poter inserire un impianto quando il paziente lo desidera o quando la terapia rigenerativa in alveolo ha terminato il processo fisiologico di rigenerazione dell’osso (6/8 mesi);
– realizzare un ponte in modo corretto;
– continuare il trattamento anche in un momento successivo;
Tutto questo, perché:
– l’osso, rimanendo stabile, permette di programmare lavori futuri con più flessibilità;

– conservando lo stato della gengiva i risultati estetici sono superiori;

– i trattamenti successivi saranno più semplici e meno costosi, in quanto più veloci;

– una corretta misura preventiva permette di evitare procedure complesse nel futuro.

Le terapie rigenerative

Le terapie rigenerative hanno lo scopo di ricreare l’osso mancante. Nella maggioranza dei casi i dentisti usano membrane e osso biocompatibili, in Clinica del Benessere Dentale invece utilizziamo un innovativo sistema chiamato PRGF (con o senza osso a microgranuli di Geistlicht, con passaporto di lotto).

Il trattamento consiste nell’inserire negli alveoli PRGF con o senza osso, dopodiché gli osteoblasti e gli osteoclasti lavorano per ricreare l’osso mancante, procedura che dura fisiologicamente da 6 a 8 mesi.