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perimplantite

 

Spesso si sente parlare di rigetto degli impianti dentali, che di fatto non esiste!

In medicina si parla di rigetto di trapianto quando il sistema immunitario di un paziente che è stato sottoposto a trapianto attacca il nuovo organo, riconoscendolo come non proprio, alla stregua quindi di batteri o virus.

Ma parliamo di TRAPIANTO, non di IMPIANTO

 

Il trapianto è il trasferimento di un organo o di un tessuto nello stesso individuo o tra due individui. Gli organi e i tessuti hanno all’interno delle molecole che si chiamano antigeni e se il nostro sistema immunitario riconosce degli antigeni che non sono simili ai suoi si attiva ed allora ecco che si sviluppa il rigetto, in qualche raro caso.

Il titanio, materiale di cui sono fatti gli impianti dentali, non contiene antigeni, è un materiale assolutamente biocompatibile, quindi non può causare un rigetto.

Le cause del rigetto degli impianti non esistono perché IL RIGETTO DEGLI IMPIANTI NON ESISTE!

Al massimo si potrebbe parlare di allergia al titanio degli impianti, ma una recente revisione della letteratura mondiale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21414135) ci dice che l’effetto del titanio come causa di allergia in pazienti con impianti dentali non può essere provato.

Considerando che nel mondo si utilizzano da anni e anni milioni di impianti dentali all’anno, per non parlare delle protesi ortopediche (anche, calotte craniche ecc.), se l’allergia agli impianti fosse un pericolo per la salute dei pazienti, la letteratura scientifica mondiale se ne sarebbe sicuramente accorta.

Quando si perde un impianto si deve parlare di FALLIMENTO IMPLANTARE, mai di rigetto.

 

Ovviamente, senza la corretta informazione, un paziente può anche pensare che se il dentista dice: “Purtroppo ha rigettato l’impianto che le ho messo” a chi attribuirà la colpa del “rigetto”? A se stesso!

Se invece sente dire: “L’impianto che le ho messo è fallito”, risulta evidente a chi appartengono le responsabilità, ed è per questo che è importante avere delle garanzie chiare scritte ed un passaporto implantare e la fattura della prestazione.

 

In realtà il fallimento implantare, è un fenomeno complesso e multifattoriale causato da una serie di fattori che agiscono insieme e buona parte di questi non sono ancora noti. Parliamo comunque di una percentuale che nel caso degli impianti che usiamo noi, ossia Straumann, si attesta al 2,3% sul lungo termine (9 anni). Alcuni fattori però li conosciamo davvero molto bene.

Quali sono e come deve procedere un bravo implantologo per evitare un fallimento implantare?

Informiamo che la percentuale nel mondo di osteointegrazione degli impianti Straumann che noi usiamo è del 98%, ma lavorando bene in prevenzione e progettazione implantare noi abbiamo una media di osteointegrazione implantare del 99,35%!!

 

Le cause principali e note del fallimento degli impianti dentali:

L’inesperienza del chirurgo

Esperienza e conoscenza sono fondamentali. Un recente articolo scientifico dice che gli impianti inseriti dai dentisti generici falliscono sensibilmente di più rispetto a quelli inseriti da specialisti in implantologia. Il dentista generico è quello che fa un po’ di tutto, anche mettere qualche impianto al mese.

Facciamo un paragone per capire meglio: il medico di base è assolutamente fondamentale nel sistema sanitario perché tutti ci rivolgiamo a lui quando abbiamo piccoli o grandi problemi di salute e lui ci consiglia e ci indirizza. Noi abbiamo grande fiducia nel nostro medico di base e ci fidiamo di ciò che dice, ma chi di noi si farebbe operare al cuore dal proprio medico di base, o al cervello…o anche solo di appendicite se lui “per arrotondare” decidesse di improvvisarsi chirurgo? Se uno fa il medico di base non ha il tempo per diventare un bravo chirurgo e se uno opera tanto ed è quindi un chirurgo esperto non può avere il tempo per fare il medico di base.

Se dovete sottoporvi ad un intervento di chirurgia implantare, anche semplice, un solo impianto, affidatevi ad un implantologo esperto!

In ogni caso ciò è ancor più fondamentale quando il caso è difficile.

Il fumo

Su questo abbiamo molta certezza. Se fumate e anche parecchie sigarette al giorno gli impianti falliranno tre volte più probabilmente ed è dimostrato da articoli scientifici. Il fumo non è una controindicazione assoluta agli impianti ma l’implantologo deve valutare questo fattore insieme a molti altri.

La parodontite

Se avete la parodontite perderete gli impianti con maggior probabilità rispetto a chi non ha la parodontite. Chi mette impianti in un paziente con parodontite non diagnosticata e non trattata è un medico sicuramente poco attento e poco onesto! Elementi utili all’autovalutazione: è probabile che abbiate la parodontite se vi sanguinano le gengive, se avete i denti che si muovono, o che si spostano, se avete spesso l’alito cattivo. Per maggiori informazioni visitate con fiducia il sito www.gengive.org

Il diabete

Le certezze non sono assolute, ma è preferibile non mettere impianti in chi ha un diabete non compensato. Noi facciamo eseguire esami del sangue specifici e piuttosto aspettiamo che la situazione si normalizzi, anche nell’interesse della salute generale del paziente. Se il valore glicemico non è ottimale l’implantologo dovrà mandarvi dal medico curante perché si occupi di abbassare la glicemia. Se avete il diabete ma siete trattati correttamente e i vostri valori con i farmaci e la dieta sono ben controllati allora potete mettere gli impianti senza problemi.

Ovviamente esistono protocolli di controlli periodici sia d’igiene che di osteointegrazione e di controllo della protesi realizzata che noi offriamo e che devono essere rispettati, per evitare problematiche conosciute come quelle della PERIMPLATITE, e mantenere quindi impianto e protesi in condizioni ottimali, almeno annuali.

 

Riassumendo:

Cause di fallimento precoce (entro tre anni)

  • Una scarsa densità ossea nella zona in cui si deve posizionare l’impianto (quindi scarsa attenzione agli esami diagnostici quali la tac).
  • Una non corretta pianificazione dell’intervento.
  • Una limitata esperienza ed abilità del chirurgo implantologo e del suo team.
  • Un utilizzo di impianti di qualità scadente.
  • Una insufficiente stabilità dell’impianto dentalealla fine del posizionamento dello stesso.
  • Un carico masticatorio eccessivo nei giorni susseguenti l’intervento.
  • Una non corretta riabilitazione protesica nei casi di carico immediato.
  • Il bruxismo.

 

Cause di fallimento tardivo (dopo 9 anni)

  • Una perimplantite, che è un processo infiammatorio distruttivo dei tessuti intorno all’impianto dentale di cui non si conoscono ancora bene le cause.
  • Un tipo di riabilitazione protesica che non consenta corrette manovre di igiene orale.
  • Una scarso impegno da parte del paziente nell’effettuare l’igiene orale domiciliare consigliata e specifica.
  • Una scarsa diligenza del paziente a sottoporsi ai controlli clinici e radiologici programmati.

 

E cosa accadrà tra 10 o 20 anni? La pluralità dei sistemi implantari disponibili in commercio fa della scelta di un determinato sistema una decisione non facile. In questa scelta ai costi dei materiali viene attribuita una rilevanza sempre maggiore.

 

Ma cosa succede, se dopo molti anni un impianto deve essere nuovamente protesizzato?

Siamo sicuri che il fabbricante offra le componenti protesiche necessarie anche dopo la bellezza di uno o due decenni?

Fino al 1974 con Straumann si può fare affidamento su un servizio per i clienti che entra in gioco proprio in questi casi: Straumann® Classic. In qualità di pioniere dell’implantologia, Straumann si impegna per i milioni di pazienti che portano i nostri impianti con componenti protesiche Straumann originali. Con il programma Straumann® Classic garantiamo la disponibilità delle componenti protesiche per tutti gli impianti venduti in passato, arrivando fino al 1974.

 

L’INTERVENTO IMPLANTARE E PROTESICO DEVE ESSERE GESTITO AL MEGLIO IN TUTTE LE SUE FASI: DALL’ANAMNESI ALL’INIZIO, AI CONTROLLI REGOLARI ALMENO OGNI ANNO! NELLA NOSTRA CLINICA SONO GRATUITI.

 

La clinica offre QUALSIASI SOLUZIONE PROTESICA, sia nelle riabilitazioni semplici che complesse, sia su denti naturali che su impianti di tipo fisso o rimovibile, secondo tecniche classiche o avanzate, utilizzando le attrezzature migliori e innovative quali per esempio lo scanner intraorale per la presa delle impronte dentali.

 

La perimplantite può essere evitata adottando adeguati protocolli clinici d’igiene e sterilizzazione in sede d’intervento, e proseguendo le cure a domicilio con costanza e periodici controlli dal dentista

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